Indagata per istigazione a delinquere la band P38

Sul palco durante i concerti portavano bandiere delle Brigate Rosse. Perquisizioni a Torino, Bologna, Bergamo e Nuoro, nei confronti dei quattro componenti del gruppo

Indagata per istigazione a delinquere la band P38
TGR Emilia Romagna
La band P38

I membri della band musicale “P38-La Gang” sono indagati a Torino per istigazione a delinquere. In mattinata i carabinieri e la polizia di Torino, supportati dagli uffici territoriali di Bologna, Bergamo e Nuoro, hanno eseguito perquisizioni nei confronti dei quattro componenti della band: è stato sequestrato materiale informatico utile alla prosecuzione delle indagini. 

La Digos della Questura di Torino e i Ros dei carabinieri, coadiuvati dagli uffici territoriali di Bologna, Bergamo e Nuoro, hanno dato esecuzione a 4 decreti di perquisizione nei confronti degli appartenenti alla band musicale “P38-La Gang”. Il gruppo musicale durante i suoi concerti portava sul palco, spesso dei centri sociali, bandiere delle Brigate Rosse e cantava brani con espliciti riferimenti al gruppo terrorista: “Renault”, l'auto in cui venne ritrovato il cadavere di Aldo Moro il 9 maggio '78, “Nuove BR”, "Giovane
Stalin" e “Ghiaccio Siberia”, alcuni dei titoli. La figlia di Moro, Maria Fida e il figlio di un carabiniere vittima dalle Brigate Rosse, Bruno D'Alfonso, avevano presentato esposti
contro la band.

"Bisogna riportare alla ribalta la lotta armata. Ci fosse la lotta armata, ci fosse la rivoluzione, domani io stesso sarei il primo ad andare in strada a chiedere di essere arruolato". Così i componenti della band “P38-la gang” parlavano in un'intervista pubblicata sui canali YouTube. Questa mattina gli appartamenti di “Astore”, classe 95 di Nuoro, di “Papa Dimitri” 34enne di Bergamo, di “Jimmy Pentothal” del 99, milanese, legato all'area antagonista meneghina e “Yung Stalin”, classe 93, siciliano trasferito a Bologna, i nomi d'arte di componenti del gruppi musicale, sono stati perquisite dalla Digos della questura di Torino e dai Ros dei carabinieri per l'inchiesta di istigazione a delinquere che vede come titolari i pubblici Ministeri Enzo Bucarelli e Paolo Scafi. Due dei componenti hanno precedenti per travisamento invasione di edifici ed imbrattamento.
La band si esibiva sui palchi dei centri sociali e dei circoli Arci con i volti nascosti da passamontagna e bandiere delle Brigate Rosse (un vessillo è stato sequestrato durante le perquisizioni insieme ad altro materiale d'area). La loro musica è una trap militante che si può ascoltare su piattaforme come Spotify o Apple Music. Uno dei loro album si intitolava “Nuove Br”. Sulla copertina, l'immagine di una Renault 4 con dentro il cadavere di Aldo Moro.
Secondo gli inquirenti i loro testi inneggiavano alla violenza alla contrapposizione radicale contro lo stato. "Quello che le Br volevano fare allo Stato noi lo vogliamo fare all'industria musicale" dichiaravano nelle interviste. 

Il servizio di Federica Burbatti