Sgombero palazzo occupato a Bologna. Alta tensione tra collettivi e polizia

Un agente è rimasto ferito. Nel pomeriggio l'uscita degli ultimi attivisti dallo stabile, poi il corteo ha occupato la Facoltà di Lettere

Sgombero palazzo occupato a Bologna. Alta tensione tra collettivi e polizia
TGR Emilia-Romagna
Momenti di tensione in centro a Bologna

Un giovedì ad alta tensione  in zona universitaria, a Bologna. Alle prime luci dell'alba (17 novembre) l'irruzione della polizia in un palazzo quattrocentesco di proprietà dell'ateneo in via Oberdan. Sfitto da tempo, lo scorso 26 ottobre lo stabile era stato occupato dagli attivisti del Cua, collettivo universitario autonomo. Una protesta - indetta dagli attivisti - contro l'aumento dei prezzi e la carenza di alloggi per gli universitari in città. 

In sette dormivano nello stabile quando le forze dell'ordine sono entrate. Quattro - tre ragazzi e una ragazza - sono stati portati fuori, mentre gli altri tre si sono asserragliati sul tetto. Da lì, una giornata di trattative, mentre fuori si sono radunate centinaia di manifestanti. Alcuni momenti di tensione, con un dirigente della polizia lievemente ferito.
In serata l'accordo, con i tre che sono scesi insieme a un'avvocata. Accolti tra applausi e cori, si sono uniti al presidio in strada. 

Poi, il corteo ha sfilato lungo la zona universitaria, minacciando l'occupazione del rettorato. Alla fine gli studenti si sono fermati alla Facoltà di Lettere, in via Zamboni 38, occupandola al grido di “case per tutti” e chiedendo che il palazzo sgomberato venga adibito ad alloggi pubblici per studenti e studentesse e di aprire con l'ateneo un tavolo sull'emergenza abitativa.

Il racconto della giornata nel servizio di Francesco Rossi, montato da Stefano Bugané