Arginone, favore ai detenuti, dottoressa arrestata

Duecentomila euro per certificare condizioni di salute incompatibili con il carcere. Tra le ipotesi di reato anche il tentativo di introdurre cellulari e droga

Arginone, favore ai detenuti, dottoressa arrestata
Tgr Emilia Romagna
una porta del carcere

Duecentomila euro per certificare condizioni di salute incompatibili con il carcere. Patologie e malori inventati o simulati attraverso farmaci per consentire ai detenuti di lasciare la cella e andare in ospedale, favorendo piani d'evasione di ergastolani o collaboratori di giustizia. Non mancano neppure l'introduzione di un cellulare nel carcere di Ferrara e il tentativo di procurare un etto di hashish a un detenuto tra le ipotesi di reato a carico del medico Carmen Salvatore, finita agli arresti domiciliari per corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, falso, somministrazione di medicinali in modo pericoloso e furto di farmaci. 

Un quadro accusatorio che sembra uscito dalla sceneggiatura di una fiction quello ricostruito dalle indagini della polizia penitenziaria sull'attività della specialista 54enne campana, residente a Bologna, in servizio all'Arginone da maggio 2021 fino allo scorso marzo. Il medico avrebbe attestato che un detenuto nutriva istinti suicidiari, procurandogli farmaci dall'infermeria per fargli perdere i sensi. A un altro ha certificato problemi di vista, a un altro un falso attacco ischemico. Uno dei beneficiari di questi favori avrebbe pensato di approfittare del ricovero in ospedale per evadere. Maneggi che non sono passati inosservati: quando l'amministrazione carceraria ha comunicato all'Ausl un provvedimento nei confronti del medico l'azienda ha interrotto il rapporto di lavoro. La 54enne era già stata arrestata nell'ambito di un procedimento per evasione fiscale. Ora dovrà  rispondere di altre pesanti accuse. 

Maria Chiara Perri