Morte di Alice Neri, sentito anche il collega con cui aveva trascorso l'ultima serata

Dubbi sulla versione del 29enne tunisino - terzo indagato - che si troverebbe ancora all'estero

Morte di Alice Neri, sentito anche il collega con cui aveva trascorso l'ultima serata
LCC
registro degli indagati

Potrebbero arrivare dalla casa di Mohamed Gaaloul nuovi frammenti di verità nel complicato puzzle sulla morte di Alice Neri. I carabinieri di Modena hanno perquisito venerdì poco prima delle 12 l’abitazione di Vallalta di Concordia dove viveva il 29enne tunisino, terzo indagato per il femminicidio di Alice. Lo conferma il suo avvocato d’ufficio Roberta Vicini che però precisa: “Mohamed non si è messo in contatto con me, non ho idea di dove possa essere”. In Grecia in viaggio di nozze, come ha dichiarato alla stampa la moglie? Oppure in Svizzera, come detto dallo stesso Mohamed, in una telefonata alla Gazzetta di Modena? Nella stessa telefonata ha negato di conoscere Alice, ma ha spiegato di avere solo chiesto un passaggio a una donna bionda, fuori dallo Smart Cafe dove aveva passato la serata del 17 novembre giocando alle slot. Difficile però immaginate che una donna sola di notte dia un passaggio a uno sconosciuto e il nome Mohamed sarebbe anche tra quelli fatti dal marito di Alice - a sua volta indagato - come possibili piste per gli inquirenti. Ma quali rapporti potessero esserci tra i due resta uno dei tanti misteri che avvolgono la morte dell’operaia 32enne. 
A far ricadere sospetti sul giovane tunisino anche i filmati - acquisiti dalla procura - della chiesa di Vallalta, non lontana dalla casa dell’indagato, e a cinque minuti dal luogo del ritrovamento del cadavere. Lì, la notte del 17, un uomo è stato ripreso mentre parcheggiava un’auto identica a quella di Alice, recuperata la mattina dopo. Quella stessa sera, il 18 novembre, il corpo carbonizzato di Alice sarà ritrovato nel bagagliaio dell’auto, bruciata nelle campagne di Fossa di Concordia.

Il servizio di Giulia Bondi