Senzatetto morto per assideramento a Rimini

La vittima è un 60enne trovato in un alloggio di fortuna in un campo. E' la seconda persona deceduta per strada in poche ore in regione

Senzatetto morto per assideramento a Rimini
Ansa
Un'auto della polizia

Un uomo di 60 anni, Vasile Trotea, di origine rumena, è stato trovato morto questa mattina in un alloggio di fortuna in un campo nei pressi di via Caduti di Nassiriya a Rimini. A dare l'allarme è stato un altro senza tetto.
Secondo una prima valutazione del medico legale, l'uomo è morto assiderato. La Procura valuterà un'eventuale autopsia sul corpo del sessantenne, da diversi anni in Italia senza fissa dimora, che viveva in una capanna di cartoni e plastiche, e si manteneva chiedendo l'elemosina e facendo piccoli lavoretti.
Si tratta della seconda morte di un senzatetto in poche ore, in Emilia-Romagna. Ieri un clochard di 75 anni è stato trovato senza vita all'alba, riverso su una panchina in via San Felice, nel centro di Bologna. L'uomo era originario di Crotone e risultava risiedere a Marzabotto, sull'Appennino, ma a quanto risulta da tempo viveva come homeless in città, dove frequentava anche alcune mense per persone in difficoltà.

"Noi viviamo così, questa mattina come sempre gli ho dato una voce per sapere come stava. Quando non mi ha risposto ho alzato la tenda e l'ho visto morto". E' stato David, a trovare il corpo di Vasile questa mattina e a chiamare aiuto per l'amico. Rumeno anche lui, da 18 anni in Italia, David vive in una tenda a pochi metri di distanza da quella che si era costruito Vasile tra gli arbusti di un campo incolto non lontano dal centro commerciale 'Le Befane'.
"Vasile non faceva del male a nessuno - racconta - la mattina si alzava e andava a chiedere l'elemosina, mangiava qualche pezzo di pizza e poi si comprava una bottiglia e si chiudeva nella sua tenda. Era solo in Italia, ma ha moglie e figli in Romania. Vasile veniva dalla Transilvania e raccontava di aver lasciato casa dopo la separazione, ma non parlava molto. Questa mattina ho capito subito che stava male, l'ho visto a terra con una ferita sanguinante alla gamba. Non reagiva e ho chiamato aiuto".
Una vita ai margini finita a causa del freddo ma anche della solitudine. "Io però non bevo più da 8 anni, e non ho paura del freddo - continua David - ho le coperte e mi bastano. Ora vivo così, ma ho sempre lavorato prima come muratore e poi bracciante nei campi, ma da quando mi sono operato di ernia non ho più avuto la forza e quindi mi accontento di quello che racimolo con piccoli lavoretti". 

Il servizio