Senza neve e "bollente", l'Appennino è un'emergenza: la Regione chiede al governo di intervenire

"Situazione drammatica", dicono Bonaccini e Corsini. "Si sblocchino subito tre milioni di fondi covid"

Senza neve e "bollente", l'Appennino è un'emergenza: la Regione chiede al governo di intervenire
Tgr Emilia Romagna
Appennino senza neve

Una moratoria dei mutui, la riduzione delle aliquote fiscali, la possibilità di anticipare le risorse nazionali in cofinanziamento per gli impianti sciistici, la cassa integrazione per i lavoratori stagionali e lo sblocco immediato dei fondi residui dei diversi bandi per i ristori covid, che per l’Emilia-Romagna ammontano a 3,3 milioni di euro. Sono le richieste avanzate dalla Regione al governo per fronteggiare l'emergenza che sta colpendo le zone appenniniche, dove le alte temperature impediscono l’avvio della stagione sciistica anche utilizzando la neve artificiale. “La situazione è drammatica - spiegano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore al turismo Andrea Corsini -. Come Regione ci siamo fatti capofila davanti al ministro Santanchè di alcune proposte, a partire dallo svincolo dei residui non assegnati dei bandi covid, che sarebbero immediatamente utili per le imprese coinvolte, anche se di certo non risolutivi”. “Il ministro Santanchè - ha anticipato Corsini - ha dimostrato apertura nei confronti di questa e di altre soluzioni, e le presenterà anche agli altri ministeri coinvolti”.

Non solo investimenti nella produzione di neve artificiale. Secondo il presidente della Regione e l’assessore regionale al Turismo, l’emergenza impone di iniziare anche un ragionamento complessivo sull’Appennino: “Servono anche nuove infrastrutture sportive e turistiche, come impianti sportivi, palazzetti per il ghiaccio, centri benessere, che ci permettano nel giro di qualche anno di arricchire e diversificare l’offerta invernale della nostra montagna”.