Un progetto per produrre energia geotermica e "de-carbonizzare"

"Pangea" produrrà la potenza termica necessaria per riscaldare 120 mila abitazioni. Alimenterà serre idroponiche e zona industriale

Un progetto per produrre energia geotermica e "de-carbonizzare"
Tgr Emilia Romagna
La trivella.

Una trivella perfora il terreno. Arriverà fino a 6000 metri di profondità, dove la temperatura del sottosuolo tocca i 150 gradi centigradi. Il cantiere a Ostellato, nel ferrarese. Qui, in un paio d’anni, sarà operativo il primo impianto geotermico a media entalpia. A regime, l’impianto produrrà una potenza termica pari a quella necessaria per riscaldare 120 mila abitazioni, oltre all’energia elettrica. Ma qui l’utilizzo sarà differente. Alimenterà le vicine serre idroponiche - dove vengono coltivati pomodori tutto l’anno - e la zona industriale, contribuendo alla de-carbonizzazione dell’area. Un ettaro e mezzo il terreno interessato, ma il 90 per cento della struttura si sviluppa nel sottosuolo. Energia pulita, senza controindicazioni, rassicurano. E senza rischi subsidenza.

L’impianto ferrarese non sarà l’unico. Nelle intenzioni dell’impresa ce ne sono altri 15, specie nel Nord Italia - ovvero dove sono presenti impianti di teleriscaldamento che, nel futuro, potranno veicolare il calore proveniente dal sottosuolo. "Pangea", il nome dato al progetto. Energia rinnovabile, che a differenza dell’eolico e del fotovoltaico non è soggetta alle condizioni atmosferiche, e dunque sarà sempre disponibile.

Nel servizio di Francesco Rossi le parole di Florian Gostner, Ad Fri-El Green House.