Bologna

La Perla, fumata nera al tavolo del ministero

La preoccupazione dei sindacati:"La proprietà si è trincerata dietro generiche dichiarazioni di esuberi e di ridimensionamento del sito bolognese, senza affrontare in alcun modo il tema del rilancio industriale"

La Perla, fumata nera al tavolo del ministero
Rai
La lavoratrici dell'azienda La Perla in presidio a Roma

La preoccupazione rimane altissima. Dall'incontro al ministero delle Imprese e del made in Italy non sono arrivate risposte chiare alle sollecitazioni dei sindacati sul futuro della Perla. La proprietà - spiegano i sindacati - si è trincerata dietro generiche dichiarazioni di esuberi e di ridimensionamento del sito bolognese, senza affrontare in alcun modo il tema del rilancio industriale. 

Nelle ultime settimane le prospettive sono apparse sempre più precarie, dopo l'ordine dei giudici inglesi di chiusura della sede di Londra, a causa di 2 milioni 800 mila sterline di debiti fiscali non pagati. Il timore è che anche il versante italiano sia gravato da una massa di contributi non versati all'Agenzia delle entrate e ad altri enti.  Lars Windhorst, il discusso finanziere tedesco del fondo Tennor che controlla l'azienda, non si è presentato al Ministero, dove si è fatto rappresentare dai manager collegati in videoconferenza. L'incontro si è concluso con l'impegno da parte del Governo e delle istituzioni locali ad attivare, in tempi brevissimi, un tavolo congiunto per impedire la perdita dello storico marchio e dei posti di lavoro.
 

Il servizio di Giorgio Maria Leone