Volevano costringerla a un matrimonio forzato, a processo genitori e zia

La diciottenne di origine indiana picchiata perché voleva sposare un ragazzo che non piaceva alla sua famiglia. A ospitarla la sua professoressa

Volevano costringerla a un matrimonio forzato, a processo genitori e zia
Bondi
Il tribunale di Modena

Ho solo fatto quello che era giusto fare. Di fronte a certi segnali bisogna agire senza pensare alle conseguenze. 

Racconta il suo gesto con semplicità, fuori dall’aula dove è chiamata a testimoniare, la professoressa bolognese che un anno fa ospitò a casa una sua studentessa 18enne di origine indiana. I miei mi hanno picchiato - aveva raccontato a scuola la giovane  - perché il
ragazzo che amo non è quello che loro hanno scelto per me. Oggi In tribunale a Modena è iniziato il processo ai genitori e alla zia accusati di averla maltrattata. Una vicenda iniziata un anno fa, a fine marzo 2023, dopo il racconto accorato fatto a scuola dalla ragazza, prima alla sua tutor e poi alla coordinatrice del corso: botte, isolamento, sequestro del cellulare. 
Ci siamo allarmate - ha ricordato in aula la coordinatrice - e abbiamo
attivato prima un’associazione antiviolenza , poi la polizia che è venuta ad ascoltarla a scuola raccogliendo la denuncia. Ma poi non si trovava una sistemazione protetta dove ospitare la ragazza. 

"Così - spiega ancora la coordinatrice scolastica al giudice - ho dato La mia disponibilità e per quella prima sera l’ho Portata a casa mia”.
Ora la giovane è sposata con chi ha scelto, il ragazzo di 23 anni - conosciuto on line - che la sua famiglia rifiutava. Anche lui ascoltato in tribunale: non mi volevano - ha detto in aula - perché dicevano che ero drogato e di una casta più bassa. 

Il servizio di Giulia Bondi