Femminicidio di Noelia Rodriguez, il suo ex "voleva annientarne la personalità"

Le motivazioni della sentenza con cui la Cassazione ha confermato l'ergastolo a Maximo Aldana De La Cruz, che quattro anni fa uccise con 21 coltellate la badante 46enne. Arrivò apposta dal Perù, da dove la donna era fuggita per allontanarsi da lui

Noelia Rodriguez vittima di femminicidio
TgR Emilia Romagna
Noelia Rodriguez vittima di femminicidio

Ancora prima di ucciderla, voleva annientare la personalità della vittima, che aveva perseguitato limitandone la libertà con molestie e minacce: cosi la Corte di Cassazione ha motivato la conferma dell'ergastolo a Maximo Aldana De La Cruz, condannato per l'omicidio di Noelia Rodriguez. 

Era il 19 maggio del 2022 quando il 53enne De La Cruz si presentò nella casa di Rimini dove abitava Noelia, badante di 46 anni. E lì la uccise con 21 coltellate. Delitto preceduto da mesi di telefonate ossessive, messaggi, pressioni, tentativi di riallacciare una relazione iniziata anni prima in Perù, paese di origine di entrambi. Da lì Noelia era scappata proprio per prendere le distanze da quell'uomo, che non voleva più. Ma non era servito. 

De La Cruz si era presentato con in tasca un anello e un coltello. Quando lei aveva rifiutato per l'ennesima volta la sua proposta di matrimonio, l'aveva massacrata a coltellate. L'arresto subito dopo, la confessione inevitabile. La stessa figlia dell'assassino era stata a sua volta colpita nel tentativo di difendere l'ex compagna del padre. 

La Corte d'assise di primo grado non ravvisa stalking e crudeltà e la condanna a 24 anni indigna i figli della vittima. Non va cosi in appello, che invece riconosce le aggravanti della persecuzione e dei motivi abbietti. Argomenti che la Cassazione ha recepito totalmente, respingendo il ricorso dei lagali e confermando il carcere a vita per De La Cruz. 

Il servizio di Lucia Voltan (montaggio di Tommaso Tardi)