Bimbo morto al Carnevale, anche gli organizzatori verso il processo

Il giudice nega la richiesta di archiviazione per Paolo Castaldini e Don Mario Baroncini. Nel 2019 la tragedia costata la vita a Gianlorenzo Marchisi, 2 anni appena

Altre due persone potrebbero andare a processo per la morte del piccolo Gianlorenzo Manchisi, il bambino di due anni e mezzo caduto da un carro allegorico il 5 marzo 2019 in via Indipendenza, durante la sfilata del carnevale di Bologna, e morto in ospedale l'indomani. Si tratta di Paolo Castaldini e Don Mario Baroncini, responsabili del Comitato per le Manifestazioni Petroniane e del Comitato organizzatore del 'Carnevale dei bambini', legati alla Curia di Bologna. 

Per loro, la Procura aveva chiesto l'archiviazione, respinta dal Giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Sarli, che ha disposto l'imputazione coatta. All'archiviazione si era opposta la famiglia del piccolo, difesa dagli avvocati bolognesi Mauro Nicastro e Annalisa Gaudiello. Gli imputati - scrive la giudice nell'ordinanza - avrebbero dovuto "verificare il rispetto delle norme di sicurezza per la salita dei minori e, in assenza di specifiche protezioni, vietarne l'accesso". Inoltre avrebbero dovuto presentare al Comune una relazione tecnica e chiedere "l'autorizzazione" per la manifestazione. 

A formulare l'imputazione dovrà essere il pubblico ministero entro 10 giorni, ma l'ipotesi verosimile è omicidio colposo. Per la stessa ipotesi di reato andranno a processo il costruttore del carro, che ha scelto il rito abbreviato con udienza il 29 aprile, mentre con rito ordinario e inizio fissato il 5 maggio saranno processati l'ingegnere che firmò il collaudo del carro e la madre della piccola vittima, che salì con lui. 

Il servizio di Giulia Bondi montato da Angelo Gorizzizzo.