Profughi negli hotel, i dubbi di Priolo: "In Riviera situazione anomala"

L'assessore regionale alla protezione civile interviene sul trasferimento di rifugiati ucraini a Rimini: "Fenomeno che non rientra in canali istituzionali". La Prefettura ha tentato di trasferirne 400 nei Cas fuori regione, solo 128 hanno accettato

“A Rimini abbiamo registrato questo fenomeno molto particolare, molto strano, che non è rientrato in alcun canale istituzionale. Queste persone avevano profughi in albergo già dal 28 febbraio”. La situazione dei profughi a Rimini è un'anomalia a livello nazionale. Lo conferma l'assessore alla protezione civile dell'Emilia Romagna, Irene Priolo.
In nessun altro posto ne sono arrivati così tanti, così presto, e direttamente negli alberghi.

“Già dal primo giorno di emergenza nazionale, avevano collocato profughi all'interno di strutture alberghiere - afferma Priolo -  probabilmente anche attraverso pulmini che appositamente li sono andati a prendere”. Qui non si tratta di qualche famiglia accompagnata a casa di parenti o in strutture di accoglienza, spiega l'assessore. Ma di decine di rifugiati portati da un'associazione in hotel privati, con una rapidità sospetta.

"Nei prossimi giorni partirà un bus di ‘Riviera sicura’ e associazione Italia-Ucraina che porterà in Italia 50 rifugiati." E ancora: "Il bus appena partito per la frontiera ha in dotazione la mia carta di credito". Così si legge nella chat degli albergatori riminesi legati all'associazione “Riviera sicura”. Sono loro a gestire i 12 hotel che in questo mese hanno accolto oltre 800 profughi.
Prefettura e Ministero hanno tentato di trasferirne 400 nei Cas fuori regione, ma solo 128 hanno accettato. "Li ospitiamo gratuitamente, abbiamo già speso 150.000 euro" spiegano gli albergatori, che però chiedono i rimborsi dello Stato. “Hanno agito su loro spontanea volontà - sottolinea l'assessore Priolo - e a questo punto devono continuare a fare accoglienza non a carico del sistema pubblico, certamente”.
 

Nel servizio di Serena Biondini l'intervista all'assessore regionale alla protezione civile, Irene Priolo