Rimini, oltre 100 profughi via dagli alberghi

Andranno in Piemonte, Liguria, Marche e altre regioni. I trasferimenti decisi dopo un vertice in prefettura. Dovevano essere 400, molti hanno rifiutato lo spostamento

42 famiglie, in tutto 128 persone. Tanti gli ucraini che in giornata hanno accettato di spostarsi dagli alberghi di Rimini dove erano accolti da qualche settimana, verso centri collettivi in Piemonte, Liguria, Marche e altre regioni. I trasferimenti dal riminese, la provincia che in Emilia-Romagna accoglie più profughi dopo Bologna, sarebbero dovuti essere in realtà molti di più: sulla lista stilata dopo un vertice in prefettura c’erano 400 nomi, sui 770 che l’associazione di albergatori Riviera sicura stava ospitando in una dozzina di hotel. 

Un percorso iniziato ai primi di marzo, con due pullman di aiuti partiti da Rimini per l’Ucraina e tornati carichi di persone in fuga. 

Ora il tema è proprio come passare dall’accoglienza volontaristica dei primi giorni a una più duratura, che dia anche garanzie in termini di sicurezza e servizi offerti. I bandi sul sito della Prefettura di Rimini prevedono 33 euro e mezzo al giorno per ogni persona, inclusa assistenza psicologica, mediazione linguistica e il cosiddetto pocket money: cifre che ad alcuni albergatori - con la stagione alle porte - appaiono troppo modeste. Tanti però, non hanno accettato di lasciare Rimini e per ora rimangono in un limbo, ancora ospiti degli alberghi ma fuori dal sistema di accoglienza pubblica. Tra le chiavi di volta della complessa situazione potrebbe esserci l’avvio del contributo di autonoma assistenza, a sostegno dell’accoglienza in famiglia e in situazioni informali: ma su questo - come dichiarato dal presidente della Regione Bonaccini - si attende ancora il provvedimento della protezione civile.

Il servizio di Giulia Bondi