Rivolta in carcere a Modena, Antigone contro l'archiviazione per la morte di Piscitelli

L'associazione Antigone si è opposta formalmente alla richiesta di archiviazione per il decesso di Salvatore Piscitelli, che dopo la rivolta nel carcere di Modena nel 2020, fu trasferito ad Ascoli

Tanti passaggi da chiarire: per questo l'associazione Antigone si è opposta all'archiviazione delle indagini su Salvatore Piscitelli, detenuto trasferito ad Ascoli Piceno dopo la rivolta del carcere di Modena, dell'8 marzo 2020, e morto nella città marchigiana. Su diversi punti l'associazione chiede più indagini: dalla scarsa comunicazione tra i penitenziari sulle condizioni dei detenuti che avevano assunto metadone, a come fu fatta la visita medica all'arrivo ad Ascoli. Mentre si attende l'udienza davanti al gip marchigiano, l'associazione finalizza il ricorso alla Cedu sugli altri otto decessi, archiviati da Modena. Resta aperta l'indagine per tortura sulle presunte percosse riferite da detenuti, su cui anche Antigone presentò subito un esposto: un'inchiesta i cui sviluppi - nel caso di avvisi di fine indagini a carico di agenti - potrebbero riflettersi sui decessi già archiviati, per i quali - scrisse il Gip - fu fatto tutto il possibile in una situazione eccezionale. La fine indagini, posticipate lo scorso ottobre, potrebbe essere imminente, a meno di una nuova proroga. 

 

Nel servizio di Giulia Bondi, montato da Matteo Corti, l'intervista all'avvocata dell'associazione Antigone, Simona Filippi.