Guerra, ieri e oggi. Un 25 Aprile scritto sui muri

Nel giorno della Liberazione i bunker di Bologna ricordano il dramma dei bombardamenti durante la Seconda Guerra mondiale. Viaggio nei rifugi antiaerei del capoluogo emiliano a 80 anni di distanza, quando un nuovo conflitto segna la pace in Europa

Questo servizio è scritto sui muri, muri che improvvisamente dopo 80 anni hanno di nuovo parola. Brutta storia quando la memoria del passato diventa paura del presente, era meglio dimenticarla quella memoria, meglio imbiancare le scritte e chiudere i sotterranei che sentire di nuovo gli echi delle sirene. 
Per la memoria allora e solo per quelli ricordiamo: il primo bombardamento a Bologna fu il 16 luglio 1943, gli aerei alleati bombardarono tre volte, era giorno di mercato, la gente in giro per le strade. Settantuno bombardieri sganciarono 840 bombe che distrussero palazzi, monumenti e chiese, 1000 morti e 471 feriti. Ancora più devastante l’incursione aerea del 25 settembre del '43 alle 10.56 concentrata in zona Lame e via Rizzoli, più di mille morti e 300 feriti.
La popolazione si rifugiava in posti ricavati nei sotterranei degli  edifici civili, i soffitti rinforzati con travi di legno, che ancora oggi resistono più al peso della Storia che a quello dei piani aggiunti.
Tu che oggi, 25 aprile di Liberazione a tempo dal nazifascismo e dalla guerra,  passi davanti ai muri parlanti della città, prova a leggere ad alta voce i consigli di sopravvivenza, segui a vista l’indicazione rifugio o la freccia ventilazione. Questo servizio scritto sui muri ti colpirà ne sono sicuro con le sue povere scarne parole.

Il servizio di Filippo Vendemmiati, montato da Angelo Gorizzizzo