La vedova di Marco Biagi: "Imperdonabile chi gli tolse la scorta"

Il fuoriprogramma di Marina Orlandi nel suo intervento alla Camera: per lei un lungo applauso

"E' imperdonabile, questo non lo avevo scritto, ma lo dico. E' imperdonabile". Cosi' Marina Orlandi, in aula alla Camera, durante la cerimonia a Montecitorio in occasione della Giornata in memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La vedova di Marco Biagi, con un fuori programma a braccio rispetto al testo scritto del suo discorso, si riferisce al fatto che al marito, ucciso dalle Nuove Brigate Rosse a Bologna il 19 marzo 2002, fu tolta la scorta nonostante non fossero ancora stati identificati i terroristi che avevano assassinato Massimo D'Antona. Leggendo il suo testo, la vedova del giuslavorista ricorda con commozione la vicenda e l'opera del marito, consulente di diversi Governi per la riforma del lavoro.
La Orlandi ha sottolineato: "Proprio nel momento in cui si sentiva più in pericolo e temeva per la vita" gli fu tolta la scorta. "La risposta di chi stava ai vertici delle istituzioni e che avrebbe dovuto proteggerlo - ha aggiunto - fu che non esisteva il pericolo delle Brigate rosse. Questo e' imperdonabile, non lo avevo scritto nel discorso, ma e' imperdonabile".

Nel suo discorso Marina Orlandi non ha fatto riferimento alle recenti polemiche sulla band P38 che si è esibita a Reggio Emilia il 1 maggio, i cui componenti sono indagati per istigazione a delinquere. "Avanti tutta sempre e comunque senza nessun tipo di odio e rancore" ha scritto il figlio di marco Biagi Lorenzo sul suo profilo facebook. A lui si è rivolta Martina Spangher, la studentessa Liceo "Laura Bassi" di Bologna che nella cerimonia a Montecitorio, ricordando come Bologna e l'Emilia Romagna abbiano pagato un prezzo altissimo per le stragi, ha spiegato l'impegno dei giovanissimi nel conoscere la storia di tutte le vittime del terrorismo.

Il servizio di Ivana Delvino, montaggio di Emanuele Righi.