Musti: "Sul riuso dei beni confiscati si può fare di più"

Il procuratore generale reggente di Bologna a un convegno sul ruolo della Guardia di Finanza nella lotta alla mafia.

Colpire la mafia dove fa più male: sui soldi. E' attraverso il denaro che le organizzazioni criminali oggi riescono a inquinare ogni settore dell'economia imprenditoriale anche in Emilia Romagna, dall'edilizia alle attività ricettive. Fondamentale diventa quindi il ruolo della Guardia di finanza, al centro di un convegno a Bologna con il giornalista Salvo Palazzolo, esperto del fenomeno mafioso, davanti a una platea di universitari e studenti di scuole superiori. L'incontro è stato l'occasione per magistrati e forze dell'ordine di ripercorrere la storia della lotta alle mafie in Emilia Romagna, sottolineando anche l'importanza dell'aggressione dei patrimoni illeciti e del riutilizzo dei beni confiscati. Sul quale, ha detto la procuratrice generale reggente presso la Corte d'appello di Bologna, Lucia Musti, “si può fare di più. A volte i beni rimangono fermi: questo determina un deterioramento e dimostra una difficoltà dello Stato”. 

Nel servizio di Maria Chiara Perri, montato da Tommaso Tardi, le interviste al procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, al comandante della Guardia di Finanza di Bologna Gianluca Filippi e alla procuratrice generale reggente di Bologna Lucia Musti.