Elicottero precipitato, prosegue l'inchiesta per disastro e omicidio colposo

I genitori del pilota si sono già sottoposti al prelievo del Dna per il riconoscimento della salma. Esami anche in Turchia e Libano per i familiari delle altre vittime

Si sono già sottoposti al prelievo del DNA i genitori del pilota Corrado Levorin, morto giovedì - insieme ai sei passeggeri - nello schianto dell’elicottero partito da Lucca e ritrovato sabato sul greto del Rio Lama, ai piedi del monte Cusna, nell’Appennino Reggiano. L’esame, indispensabile per il riconoscimento definitivo delle salme, tre delle quali carbonizzate, sarà eseguito a Istanbul e Beirut sui consanguinei dei passeggeri, i 4 manager turchi e i 2 libanesi, grazie al coinvolgimento dell’Interpol. 
Ieri a Modena la famiglia Levorin ha nuovamente incontrato la Prefetta Camporota, che dopo avere coordinato le operazioni di recupero ha mantenuto i contatti anche coi i rappresentanti diplomatici turchi e libanesi. Intanto proseguono ad ampio raggio le indagini della procura di Reggio Emilia, con la procuratrice Chiesi e il pm Marco Marano cui è affidata l’inchiesta, al momento senza indagati, per disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Ieri il sopralluogo sul relitto dell’Agenzia nazionale sicurezza del volo: sul modello di elicottero ‘Koala’ la cosiddetta ‘scatola nera’ non è obbligatoria e resta da chiarire il punto della mancata attivazione del localizzatore di emergenza al momento dell’impatto, ma anche il perché il velivolo, probabilmente sorpreso dal maltempo, si trovasse così lontano dalla rotta prevista. 
A breve, forse già in giornata in accordo con l’autorità giudiziaria, i vigili del fuoco potrebbero iniziare la bonifica del terreno e delle acque del ruscello dove si sono sparsi anche carburanti, oltre ai frammenti del relitto che saranno da recuperare con tecniche speciali, data la zona particolarmente impervia.

Il servizio di Giulia Bondi.