Duplice femminicidio, le denunce inascoltate

Gabriela Trandafir, uccisa dal marito insieme alla figlia, si era rivolta alla giustizia per maltrattamenti, ma il pm aveva chiesto di archiviare. Nonostante i consigli dei carabinieri, aveva scelto di non rivolgersi a un centro antiviolenza

Violenza economica, maltrattamenti, vessazioni quotidiane: dai piatti spaccati al giardino devastato, alla scelta di rimandare indietro un’ambulanza che la donna aveva chiamato dopo essersi sentita male. Questo il drammatico racconto che Gabriela Trandafir, assassinata lunedì dall’uomo da cui ieri si sarebbe dovuta separare, aveva affidato alle denunce presentate ai carabinieri a partire da luglio 2021. Alla 47 enne di origine rumena, uccisa a fucilate nella sua villetta di Castelfranco Emilia, nel modenese, insieme alla propria figlia 22 enne, Renata, i militari avevano proposto di rivolgersi a un centro antiviolenza, che avrebbe potuto accoglierle in un luogo protetto. Aveva scelto lei di continuare a vivere col marito, Salvatore Montefusco, che poi sarebbe diventato il suo killer. Dal momento delle denunce - riferisce l'avvocata di Gabriela Trandafir, Annalisa Tironi - la situazione era diventata ancora più insostenibile: la donna raccontava di non ricevere dal marito neppure un euro per lei e la figlia. Un mantenimento decoroso sarebbe stato garantito solo al figlio 15enne della coppia, risparmiato lunedì dall’azione omicida del padre e ora sotto la tutela del Tribunale dei minori. Del fascicolo per i maltrattamenti che l'omicida reo confesso avrebbe inflitto alla moglie il Pm di Modena Nicolini aveva però chiesto l’archiviazione. Un atto cui l’avvocata Tironi si era opposta, mentre a primavera erano confluite nel fascicolo altre due denunce di analogo tenore presentate dalla figlia Renata, l’altra vittima di lunedì. Ieri in un clima surreale l’udienza proprio sui maltrattamenti: il Gip del Tribunale di Modena ha deliberato un rinvio al prossimo 5 luglio, in attesa di capire se la denuncia confluirà o meno nell’indagine della Procura di modena a carico di Montefusco, ora in carcere per il duplice femminicidio.