Zaki: "Serve di più, voglio tornare a studiare"

Dopo l'ennesimo rinvio del processo, lo studente dell'Alma Mater è intervenuto a distanza ad un evento dell'ateneo bolognese: "Le istituzioni europee devono farsi sentire, ci sono tante altre situazioni simili alla mia"

"Quanto fatto sin qui non basta, serve di più". Prossima udienza a fine settembre, Patrick Zaki è ancora nel limbo del processo per diffusione di notizie false. Dall'Egitto lancia un nuovo appello a università e istituzioni europee: “Difendano maggiormente chi le rappresenta nel mondo, perché umiliazioni e repressione continuano”.
Parole pronunciate in videoconferenza durante un evento nella sua Bologna, organizzato dalla sua Alma Mater, che inaugura la cattedra Unesco in formazione sulla cittadinanza globale. 
"Grazie all'Università di Bologna tutti conoscono la mia vicenda", ha detto Patrick. “Ma ce ne sono tante altre”, sottolinea. 
Tanti incubi kafkiani per studenti e intellettuali che hanno semplicemente espresso le loro opinioni. 
Come  Ahmed Samir Santawi, ricercatore dell'Università centrale europea di Vienna, in carcere dal gennaio 2021 e condannato in Egitto a quattro anni per dei post su Facebook. Una pena poi cancellata, ma un processo che comunque andrà avanti. 
"Questa - ha detto Zaki parlando alla platea bolognese - è la strategia adottata contro ogni attivista o studioso che esprime un punto di vista diverso da quello del governo".