"Non ho invaso io l'altra corsia": la giovane ai domiciliari si difende

Mortale di Cervia, domani l'udienza di convalida per la 23enne. Probabile l'incidente probatorio. E il 45enne che ha travolto due donne a Rimini su un'auto rubata chiede il trasferimento dal carcere a una comunità

"Ero in piena crisi di astinenza": si è difeso così in carcere davanti al giudice il 45enne, pregiudicato con una lunga storia di tossicodipendenza, che venerdì mattina ha seminato il panico a Rimini: alla guida di un'auto rubata, inseguito dalla polizia, si era lanciato in una folle fuga in piena zona turistica, tra i pedoni e i tavolini dei bar. Se fosse stata l'ora di pranzo, con tutti i clienti seduti, avrebbe potuto essere una strage. L'uomo ha travolto due donne, ferendole: una giovane di 28 anni, scaraventata per aria per una decina di metri, e una 32enne francese, che è riuscita a mettere in salvo la figlia, scampata per pochi centimetri. Per l'uomo, arrestato poco dopo in stazione, il legale ha chiesto il trasferimento in una comunità terapeutica: il giudice si è riservato la decisione.
E c'è attesa anche per l'altra udienza di convalida, prevista per domani: quella della 23enne bresciana alla guida di una delle due vetture coinvolte nello schianto avvenuto a Pinarella di Cervia nella notte tra venerdì e sabato, costato tre vittime. La giovane, dimessa dall'ospedale dove era stata ricoverata dopo l'incidente, è ai domiciliari nella città romagnola con l'accusa di omicidio stradale plurimo e lesioni plurime con l'aggravante della guida in stato di ebbrezza. "Non sono stata io ad invadere la corsia opposta ma l'altra auto", ha detto la giovane agli inquirenti. Una tesi che però è opposta a quanto ricostruito dalla polizia locale: e proprio per accertare la dinamica dell'impatto potrebbe essere disposto un incidente probatorio.

Il servizio di Virginia Novellini, montaggio di Alberto Carroli.