L'omicidio di Hui, "coltellate inferte per prolungare angoscia e paura"

Le motivazioni della sentenza di condanna a 24 anni e mezzo a Hicham Boukssid, l'uomo che l'8 agosto di tre anni fa, a Reggio Emilia, uccise la giovane barista

“Le numerose coltellate sono state inferte per prolungare in modo consapevole angoscia e paura, tanto che la vittima ha avuto tempo per implorarlo di smettere”, con queste parole la Corte d'Assise di Reggio Emilia ha motivato la crudeltà, aggravante che ha pesato sui 24 anni e mezzo inflitti a Hicham Boukssid, l'uomo che l'8 agosto di tre anni fa, a Reggio Emilia, ha ucciso a coltellate la giovane cinese Hui Zhou. Lei aveva 24 anni e gestiva un bar insieme ai genitori. Lui di anni ne aveva 36, era arrivato dal Marocco, non lavorava e in quel bar passava tanto tempo. Con Hui, gentile con lui come con tutti gli altri clienti, pensava di avere una relazione, ma quell'amore esisteva solo nella sua psiche. Seminfermità mentale che è stata riconosciuta nel corso del processo. Il pubblico ministero aveva chiesto l'ergastolo, gli aveva contestato l'omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, aggravante questa però rigettata perché per i giudici non era in grado di valutare scenari alternativi. Bocciate le attenuanti generiche perché Bouksidd si diede alla fuga per dieci giorni, consegnandosi solo perché allo stremo. La difesa farà appello. L'omicidio di Hui Zhou, che nel quartiere tutti chiamavano Stefania, scosse profondamente Reggio Emilia. In tanti parteciparono alla veglia e al funerale. La famiglia ha venduto il bar e e si è trasferita in un'altra città. 

Il servizio di Lucia Voltan