Il sacerdote che soccorre i migranti

L'appello del modenese Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea Saving Humans: "Basta morti in mare, occorre aprire i canali legali per arrivare in Europa". La denuncia degli orrori nei centri di detenzione e le minacce della mafia libica

“Non si tratta solo di un'opera umanitaria, per quanto fondamentale, ma di ricostruire una fraternità che si è rotta”: a parlare è Don Mattia Ferrari, 28 anni, il sacerdote modenese, cappellano della ong bolognese Mediterranea Saving Humans, che si è imbarcato sulla Mar Jonio per soccorrere i migranti.
“I respingimenti sono una ferita al cuore”, dice, invocando accessi sicuri per arrivare in Europa e denunciando i crimini perpetrati nei lager libici: un impegno per il quale è sotto minaccia.
A Modena è punto di riferimento per molti immigrati, arrivati in Italia sui gommoni: un'esperienza drammatica che nessuno, a distanza di anni, dimentica.

Nel servizio di Virginia Novellini le interviste a Don Mattia Ferrari e a Mbemba Drammeh, Ebrima Kuyateh e a Abibuo Jammeh.