Nuova occupazione a Bologna: "autogestione" in un'area abbandonata in via Stalingrado

L'ultima azione di una serie messa in atto da diversi movimenti uniti dalla denuncia dell'emergenza abitativa in città. Plauso dal Cua, il collettivo che aveva occupato la palazzina dell'ateneo in via Oberdan, poi sgomberata dalla polizia

Nuova occupazione dei movimenti autonomi a Bologna, una galassia di sigle unite dalla denuncia dell'emergenza abitativa in città.
Via Stalingrado 31 è l'ultimo indirizzo meta delle loro azioni. Uno spazio abbandonato da anni, che un progetto di riqualificazione vorrebbe destinare ad affittacamere e bed&breakfast: alternative - a loro dire - dal prezzo "inaccessibile" per chi è senza alloggio. 
Dalla rete arriva il plauso del Cua, il collettivo universitario autonomo protagonista dell'occupazione della palazzina di via Oberdan 16, di proprietà dell'ateneo, sgomberata il 17 novembre dopo avere ospitato, per quasi un mese, diversi giovani senza casa. Un intervento segnato da tafferugli con le forze dell'ordine e seguito da altre incursioni in aule universitarie: da via Filippo Re fino a via Zamboni 38, indirizzo - quest'ultimo - diventato teatro di un'altra occupazione che i collettivi definiscono "a oltranza". 
Con un passaggio anche in rettorato, in via Zamboni 33, dove i manifestanti cercavano un confronto. Ma dove le porte sono rimaste chiuse.