Sciopero alla Philips di Gaggio Montano, 330 lavoratori si fermano

La protesta contro la decisione della società di disertare un tavolo istituzionale convocato dalla Regione

Soffia il vento della protesta a Gaggio Montano. E' sciopero nello stabilimento della Philips Espresso Industry. La multinazionale olandese acquisì un ramo della storica azienda di macchine per il caffè Saeco nel 2009 e da allora non sono mancate le tensioni per i ridimensionamenti, il più rilevante nel 2015 con il taglio di 243 posti di lavoro che si concluse dopo 70 giorni di mobilitazione con uscite incentivate.  Ora i 330 lavoratori dello stabilimento tornano a incrociare le braccia, inizialmente solo per un'ora,  come immediata protesta contro la decisione della società di disertare un tavolo istituzionale convocato dalla Regione nella giornata di ieri, chiedendo solo la sera prima di rinviarlo a metà dicembre. Un atteggiamento irrispettoso, denunciano i sindacati FIOM CGIL e FIM CISL insieme alle Rsu. Annunciato un pacchetto di ore di sciopero anche nei prossimi giorni. All'incontro in regione era attesa la presentazione del piano industriale dopo la cessione del settore domestico di Philips al fondo cinese Hillhouse Capital. "Serve trasparenza sul futuro dello stabilimento, delle produzioni e dell'occupazione - scrivono i sindacati - non è ammissibile che l'azienda scappi". Intanto sempre a Gaggio Montano prosegue il piano di rilancio di un altro sito industriale che fu della Saeco. Dopo una tormentata storia di delocalizzazioni e lotte incessanti dei lavoratori per il mantenimento dell'occupazione in Appennino, la vicenda dell'ex Saga Coffee riconvertita in polo per l'economia circolare diventa un libro scritto dal sindacalista Primo Sacchetti.

Il servizio di Maria Chiara Perri, montato da Dario Fabbri