Schianto mortale di Gaida, l'ultimo viaggio delle quattro giovanissime vittime verso l'Albania

Partite verso Durazzo le bare dell'incidente di domenica a Reggio Emilia. Sarebbe risultato positivo agli stupefacenti il conducente, unico superstite e anche compagno di Shane e padre del piccolo Mattias, mamma e figlio morti in auto

Il furgone con i feretri è partito dalla camera ardente di Coviolo, in provincia di Reggio Emilia. La bara più piccola quella del bimbo di un anno e mezzo. Poi quella di sua madre Shane Hyseni 22 anni, del fratello e della sorella di quest'ultima, Resat, 11 anni e Rejana, 9 anni.

Sono dirette al loro Paese d'origine, l'Albania, le salme delle vittime del terribile incidente avvenuto domenica a Gaida.

Gli esami tossicologici sul sangue dell'unico superstite, il conducente (compagno di Shane e padre del bimbo), sarebbero risultati positivi a un primo controllo che andrà validato dei laboratori della Tossicologia di Modena. 

Il servizio di David Marceddu (montato da Dario Collina)