Suicidio in carcere, a Ravenna chiesto il rinvio a giudizio per lo psichiatra del penitenziario

Secondo l'accusa, lo specialista avrebbe abbassato la soglia di vigilanza assegnata al giovane detenuto. La madre della vittima: "Mio figlio chiese aiuto"

C'è voluta tutta la tenacia di una mamma, Elisabetta, per fare riaprire e portare in Tribunale il caso del figlio Giuseppe, 23 anni, morto suicida nel carcere di Ravenna, il 16 settembre 2019. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dello psichiatra dell'istituto penitenziario per omicidio colposo. 

Secondo l'accusa lo specialista avrebbe abbassato la soglia di vigilanza assegnata a Giuseppe, da media a bassa. Il ragazzo era stato arrestato per il furto di un borsello a un altro giovane durante una lite dai contorni poco chiari. Era in attesa di essere trasferito in comunità. Ma non ci fu il tempo.

“Quella mattina Giuseppe stessa già stava male, aveva chiesto aiuto, non voleva arrivare subito a quel gesto”, dice Elisabetta. 

I familiari hanno chiesto di costituirsi civile. L'avvocato Marco Catalano: “Si è chiesta l'autorizzazione al Gup alla citazione dei responsabili civile che sono stati individuati dalla difese nell'assicurazione del professionista e nell'Ausl Romagna”

La discussione è stata fissata per l'8 marzo 2023.

Il servizio di Pasquale Notargiacomo, montato da Andrea Neri