Alloggi per le vittime di violenza, Bologna si mobilita

Il Policlinico Sant'Orsola offrirà appartamenti alle dipendenti in collaborazione con la Casa delle Donne. L'Acer ha messo a disposizione della onlus MondoDonna 3 abitazioni a prezzi calmierati

La casa delle Donne, a Bologna, riceve ogni anno una media di 700 richieste di aiuto. Il 5 percento di queste viene da chi lavora in sanità: infermiere, dottoresse, operatrici sociosanitarie. Ma anche amministrative o addette alle pulizie. Dati che hanno convinto il comitato unico di garanzia del Sant'orsola a fare qualcosa in più. Per chi fugge da un marito o un compagno violento il problema principale è pagare un affitto mantenendo magari anche dei figli. Molte non ci riescono e anche dopo una denuncia tornano a casa. Attraverso la Fondazione del Policlinico verranno messi a disposizione degli alloggi a prezzo calmierato alle dipendenti che ne faranno richiesta. Un'attività che verrà supportata passo dopo passo dal centro antiviolenza bolognese.

Altra iniziativa sul tema delle case per chi subisce violenza arriva dall'Acer, sempre a Bologna, in collaborazione con Mondodonna e il Comune. L'obiettivo per il futuro è inserire anche questo tipo di situazioni tra i requisiti per le graduatorie per gli alloggi pubblici

Nel servizio di Sara Scheggia (montaggio Diego Gualandi) le interviste a: Susanna Zaccaria,  Presidente Casa delle donne per non subire violenza, Chiara Gibertoni, Direttrice generale IRCCS Policlinico Sant'Orsola, Marco Bertuzzi, Presidente Acer Bologna.