A suon di techno contro il decreto rave

A Bologna circa tremila giovani hanno partecipato al corteo di protesta organizzato dagli antagonisti. Disagi al traffico

Un rave party itinerante per dire no al cosiddetto decreto anti rave, da pochi giorni approvato in Senato a stretta maggioranza. Per le strade di Bologna, come in altre città italiane, in migliaia hanno sfilato ballando, probabilmente oltre tremila persone. Sound system sui furgoni e slogan contro quello che i manifestanti definiscono un decreto repressivo. Il nuovo articolo da inserire nel codice penale prevede infatti fino a sei anni di carcere per gli organizzatori di "raduni pericolosi", ma per i partecipanti non si tratta solo di fare festa e sballarsi:  potrebbe essere applicato - spiegano -  anche a scioperi e manifestazioni politiche.
Organizzato da centri sociali e gruppi antagonisti bolognesi, il corteo è partito verso le 16:30 dal parco di Villa Angeletti nel quartiere Navile, e ha rispettato il percorso regolarmente autorizzato, sfilando sorvegliato da decine di agenti di polizia in assetto da ordine pubblico, con la polizia municipale a gestire le chiusure stradali. Non si sono registrati disordini, ma i disagi al traffico e al trasporto pubblico sono stati pesanti nell'ultima domenica di shopping prima del Natale.

Il servizio di Giulia Bondi, montaggio di Matteo Corti.