Lavori fittizi per permessi di soggiorno a Ravenna, tre arresti

Ai domiciliari madre, figlia e un imprenditore. Tre indagati a piede libero: un 32enne italiano, un 28enne somalo e un 35enne pakistano

Erano diverse le professioni indicate in cambio di denaro per riuscire a fare ottenere i documenti necessari a vari cittadini extracomunitari per il permesso di soggiorno. La lista comprende, ad esempio, addetto alle pulizie o al volantinaggio, fino ad arrivare a esperto di web marketing o di computer design e financo giornalista.

Ma in realtà, secondo l'accusa, dietro non c'era nessun contratto di lavoro. Tanto che chi aveva imbastito il fittizio patronato è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip su richiesta della Procura ravennate. Si tratta di tre persone di una stessa agenzia di Ravenna: madre e figlia di 61 e 29 anni e un 73enne. Le misure sono già state notificate dai carabinieri. Il fascicolo vede inoltre tre uomini indagati a piede libero: un 32enne italiano, un 28enne somalo e un 35enne pakistano. Sono tutti residenti a Ravenna e accusati di avere accettato di assumere il ruolo di datori di lavoro fittizi.

Il servizio di Lucia Voltan è montato da Marco Sermenghi