Pronto soccorso in affanno, a traumi e ictus si aggiungono covid e influenza

Siamo stati una sera all'ospedale Maggiore di Bologna, dove tra adulti e bambini è boom di accessi. I sanitari: "Siamo stanchi, ma curiamo tutti". Il consiglio è di passare prima dal filtro del medico curante

Ore 21, pronto soccorso dell'ospedale Maggiore di Bologna. Medici e infermieri, appena entrati in turno, sanno già che sarà una notte più movimentata del solito. 
Diversi ictus, traumi, infarti. Anche casi di influenza e covid, ma sono uno scarso 15 per cento degli accessi totali. In gran parte anziani con la febbre: mentre si aspettano i risultati dei tamponi, vanno comunque isolati.
Il risultato finale è un mix di fattori che determina spesso parecchie ore di attesa, per chi ha situazioni meno urgenti.

Preso d'assalto anche il pronto soccorso pediatrico, dove gli accessi sono praticamente tutti per l'influenza, che sta decimando le classi a scuola. Alle 22,30, c'è chi aspetta la visita dal pomeriggio. 
Dal reparto, un appello ai pazienti: prima di andare in pronto soccorso, passare sempre dal filtro del medico curante.

Nel servizio di Sara Scheggia (montaggio di Marco Sermenghi), le interviste all'infermiere Alfonso De Lucia, al direttore del pronto soccorso del Maggiore, Alessio Bertini, e a Rosa Francavilla, pediatra dell'ospedale bolognese.