Inchiesta falsi green pass, torna al lavoro il medico Passarini

Revocate tutte le misure cautelari, ma le accuse di falso e peculato restano. Si va verso il processo con 250 indagati. L'ordine dei medici di Ravenna: "Il reintegro è una presa d'atto"

E' tornato a ricevere pazienti nel suo ambulatorio di Marina di Ravenna, Mauro Passarini: 65 anni, medico di base e ginecologo, finito nel mirino di una delle prime inchieste in Italia per un giro di falsi green pass, con 250 indagati. L'ordine dei medici provinciale lo ha reintegrato un mese fa.  
Passarini è ritenuto responsabile di peculato e falso ideologico: avrebbe simulato le vaccinazioni procurando illegalmente i pass a decine di pazienti. Alcuni di loro hanno raccontato di non sapere che il medico non stesse iniettando il vero vaccino. Posizioni al vaglio della magistratura, si attende l'udienza preliminare. 
Le accuse dunque restano. Ma le misure cautelari contro Passarini sono state tutte revocate: ad oggi non ci sono impedimenti all'esercizio della professione. A confermarlo, il presidente dell'ordine dei medici di Ravenna Stefano Falcinelli, che commenta definendo il reintegro una "presa d'atto".
Passarini era stato arrestato a novembre 2021. Dopo qualche giorno in carcere, gli erano stati concessi i domiciliari, revocati dopo alcuni mesi. Lo scorso luglio, è caduto anche l'obbligo di dimora a Ravenna: passaggio che gli avrebbe permesso di tornare al lavoro. Peccato però che all'ordine risultasse non vaccinato, e quindi sospeso anche per non aver rispettato l'obbligo. Il 2 novembre, per via del decreto del governo che ha reintegrato i sanitari non vaccinati, è venuto meno anche quest'ultimo impedimento.
L'ordine dei Medici aprirà comunque un provvedimento disciplinare nei confronti di Passarini. Eventuali sanzioni però dovranno aspettare la conclusione definitiva della vicenda giudiziaria. 
 Il servizio di Sara Scheggia, montato da Stefano Buganè.