La storia di Luisa che vola grazie ai droni

In carrozzina sin da piccola per l'atrofia muscolare spinale, la ventenne pugliese premiata da Mattarella, in città per un ciclo di cure, è una campionessa nazionale di drone racing

L'atrofia muscolare spinale ha inchiodato Luisa fin da bambina a una sedia a rotelle, ma lei non si è fatta tarpare le ali da una malattia progressiva che le impedisce da sempre di camminare, ma non di volare con il suo drone soprattutto sul bel Salento, sentendosi davvero in aria grazie al visore che le mostra in tempo reale le immagini della telecamera di bordo. Unica ragazza a gareggiare in Italia nel drone racing, la ventenne leccese è 4 volte di fila campionessa nazionale e sbaraglia i normodotati con il nomignolo di "Leo on fire", spingendo fino a 200 all'ora quello che sente come il suo avatar aereo e provando un grande senso di libertà. 
Per la sua bravura al radiocomando come pilota di droni e per la sua combattività nella vita Luisa Rizzo da San Pietro in Lama è stata insignita del titolo di Alfiere della Repubblica dal presidente Mattarella. Da aprile cercherà il quinto titolo tricolore e a ottobre parteciperà ai mondiali in Corea con il papà, che è perito elettronico e le prepara il razzo-drone, da cui non poteva certo separarsi durante un periodo di cure in una clinica alle porte di Bologna dove, aiutata dalla mamma-assistente, ha dato prova della sua grande abilità nel drone-racing.

L'intervista di Nicola Zanarini, montaggio di Alessandro Cazzuffi.