L'ok dell'Europa alla farina di grillo per scopi alimentari apre prospettive sostenibili

L'uso principale potrebbe essere per i mangimi degli animali da stalla, ma non solo. Siamo stati in un allevamento nel Bolognese

E' arrivato il via libera dell'Unione Europea all'immissione sul mercato della farina di “acheta domesticus”, il grillo che comunemente troviamo in campagna o nelle cantine. A Valsamoggia, provincia di Bologna, c'è un'azienda che da anni produce insetti per scopi alimentari - diretti e indiretti. Camole, larve di mosca, e appunto grilli. Possono essere trasformati per i più svariati usi, dagli integratori da palestra agli snack proteici. L'utilizzo più certo in tempi brevi è però quello che riguarda la sostituzione delle farine alimentari negli allevamenti di animali da stalla. Attualmente i mangimi vengono integrati con farina di pesce, ma la farina di grillo ha un impatto ambientale nettamente inferiore. Connesso all'allevamento di insetti c'è quello di pollame biologico. Soprattutto di genetiche rare e pregiate. I grilli, in questo caso, rappresentano l'alimento qualitativo per i pulcini. Il risultato è evidente a prima vista, i volatili crescono sani. E biologici. 

Nel servizio di Samuele Amadori - montato da Alberto Carroli - l'intervista all'allevatore Luigi Ruggeri