A Casteldebole, l'Italia conquista il primo titolo europeo di Baseball giocato da non vedenti

In finale battuta l'Olanda, azzurri trascinati da Giorgio Napoli nella città dove questa disciplina è nata e si è diffusa

Sono ragazzi e ragazze, età diverse, storie differenti, battono la palla, corrono alla base, tirano, esultano, si arrabbiano, si divertono. Insomma fanno sport, fanno baseball, amano il baseball, lo sentono come una parte fondamentale della propria vita. Sono ciechi, sono campioni. Sì, perché l'Italia, schierata nel campo di Casteldebole, a Bologna, ha conquistato il primo campionato europeo per i non vedenti. Nella stessa città dove trent'anni fa, un bolognese, Alfredo Meli, asso della Fortitudo baseball, ebbe l'idea di aprire una pallina e inserire un piccolo campanello. Da lì, è venuto il resto. Mazze adattate, effetti sonori per guidare i giocatori, ma regole tutto sommato rimaste inalterate. 

Stesso sport, solo più inclusivo. Cinque giocatori per squadra, più i loro assistenti, loro ci vedono, il loro compito è indirizzare, con la voce e le segnalazioni, guidando i compagni verso l'obiettivo. Che è quello di ogni sport. Vincere. Come ha fatto la nostra Nazionale, che un po' a sorpresa, ha battuto in finale i forti olandesi. 

Dunque, campioni d'Europa, trascinati da lui, Giorgio Napoli, 40 anni, che quando ha iniziato a perdere la vista si è trasferito dal Salernitano a Bologna; lavora in procura, una moglie che si è innamorata di lui proprio vedendolo giocare. Dunque, bravo Giorgio, bravi tutti. Campioni in campo, che insegnate a tutti noi a inseguire i sogni. 

Il servizio di Lucia Voltan