"You can touch the cat". Sentire l'inglese fin da piccolissimi

Siamo stati in una delle trecento strutture per l'infanzia in regione in cui i bimbi "ascoltano" lingue diverse dall'italiano. Al nido Pimpa di Forlì di solito si comincia con un libro...da toccare

Ascoltare, soprattutto. Ma anche giocare e toccare, con le mani e con il cuore: quello dei piccolissimi. 
Funziona così il progetto della regione "sentire" l'inglese, che introduce nei nidi d'infanzia la lingua franca per eccellenza insieme ad eventuali lingue madri parlate da famiglie di origini straniere. Giochi, canzoni, libri: momenti quotidiani, che entrano nella routine del nido .

Il progetto, in convenzione con il dipartimento di scienze dell'educazione dell'università di bologna, è partito due anni fa in 76 nidi in Emilia Romagna. Oggi le strutture sono 300 e comprendono anche alcune scuole dell'infanzia. Diversi i servizi gestiti per conto dei comuni da cooperative del territorio. Come il nido Pimpa di Forlì.

A parlare in inglese ai bambini sono le stesse educatrici dei nidi, formate dalle docenti dell'Alma Mater. Un modo per rendere familiare ai piccoli l'esposizione a una lingua diversa. L'obiettivo è la comprensione, non l'apprendimento. Oltre all'inglese, a seconda delle caratteristiche del singolo nido, si propongono letture o filastrocche nelle lingue che i bimbi parlano a casa. O anche in dialetto.

Nel servizio di Sara Scheggia (montaggio di Angelo Gorizzizzo) le interviste a Chiara Bucci, coordinatrice pedagogica nido Pimpa-Kamillo Kromo Forlì, Barbara Biserni, presidente cooperativa Formula Servizi alle persone e Licia Masoni, docente Unibo e responsabile scientifica progetto "Sentire" l'inglese".