"Ti ammazzo come un porco". Le minacce delle cosche in riviera
In aula a Ravenna le lacrime del consulente pestato perché non riusciva ad ottenere il finanziamento per un mutuo
La voce si spezza. Il consulente finanziario scoppia in lacrime nel ricostruire il pestaggio del 24 ottobre 2019 fuori dal casello di Reggio Emilia.
Ad aggredirlo, 3 suoi clienti per cui non riusciva a ottenere il finanziamento per un mutuo. Loro sono tra i 24 imputati del processo Radici, al tribunale di Ravenna.
E questo è uno dei tanti episodi con cui il PM della direzione distrettuale antimafia, Marco Forte sta ricostruendo le infiltrazioni della 'ndrangheta in Emilia-Romagna. Un'inchiesta della Guardia di finanza partita dalla segnalazione del sindaco di Cesenatico, che nel 2022 ha portato a 23 ordinanze cautelari e al sequestro di beni per 30 milioni di euro. Ristoranti, panifici, pasticcerie, alberghi, soprattutto in riviera. Venivano acquistati da soggetti legati alle cosche calabresi dei Piromalli e dei Mancuso usati per riciclare denaro e poi fatti fallire, lasciando una scia di fornitori non pagati e lavoratori sfruttati.
"Ti ammazzo come un porco, ti brucio l'azienda con la benzina" le minacce registrate nelle intercettazioni. Nessuno denunciava. Nemmeno il consulente vittima del pestaggio, soccorso dai carabinieri di Reggio Emilia.
Nel servizio di Serena Biondini le voci dall'aula di tribunale.