In arrivo alla Procura di Forlì la consulenza sull'alluvione in Romagna

Lo studio, a cura del Politecnico di Milano, dovrà accertare se il disastro si poteva prevedere e se si potevano prevenire le conseguenze

Un disastro immane che oltre ai danni ha provocato 17 vittime in Romagna: tre nel Cesenate, una coppia di coniugi a Ronta e un'altra a Calisese.
Le risposte dei periti, per capire se l'alluvione del 2023 si poteva prevedere e se si potevano prevenirne le conseguenze, arriveranno a breve. La prima parte della consulenza, commissionata dalla Procura della Repubblica di Forlì insieme a quella di Ravenna, sarà presto a disposizione dei magistrati. Uno studio mastodontico, di cui si sono occupati tre professori del Politecnico di Milano: Gianfranco Becciu, esperto in costruzioni idrauliche, Claudio Giulio Mario di Prisco, geotecnico e Daniele Bocchiola, idrologo, coaudiuvati dai loro ricercatori. Per mesi hanno preso in esame una mole sterminata di documenti, fra verbali, foto, video, bollettini ed esposti dei cittadini. Un lavoro che non ha precedenti di questa portata. L'alluvione del settembre 2024 ha reso necessario un ulteriore sopralluogo dopo i primi due, per valutare i danni provocati dai fiumi, soprattutto nel Ravennate. La consulenza sarà la base su cui lavoreranno i magistrati per stabilire eventuali responsabilità: al momento il reato ipotizzato dal procedimento penale è quello di disastro colposo e non ci sono persone indagate, ma potrebbero aggiungersi altre ipotesi di reato e avvisi di garanzia.