Ferrara, "il costo per sistemare il grattacielo è di un milione e mezzo di euro"
Il sindaco Alan Fabbri in consiglio comunale traccia un primo bilancio, dopo l'incendio che ha reso inagibile il maxi-condominio e reso necessario lo sgombero di centinaia di persone
L'incendio del grattacielo di Ferrara è il culmine di una serie d'inadempienze che si susseguono dal 1993, quando i vigili del fuoco segnalarono al Comune la mancanza di certificazioni antincendio e numerose irregolarità da parte dei proprietari: 14 note, dal 1993 al 2009, ignorate dalle amministrazioni precedenti.
Così il sindaco Alan Fabbri, con una relazione di oltre 60 pagine, ripercorre davanti al consiglio comunale di Ferrara tutta la storia del grattacielo, assumendosi la responsabilità della firma per lo sgombero delle torri A e C perché non sicure per i residenti.
Una decisione che di fatto sgombera entro il 5 febbraio, dalle torri, oltre 500 persone tra residenti ed affittuari, molti di loro presenti tra il pubblico.
Critiche le opposizioni che hanno ricordato il progetto del sindaco precedente, Tiziano Tagliani, di acquistare e riqualificare le torri per scopi sociali, già finanziato con fondi pubblici. I consiglieri di maggioranza hanno ribadito il pieno sostegno al sindaco.
Nel servizio di Paolo Pini, l'interventi di Alan Fabbri, sindaco di Ferrara, e le interviste ai capigruppo Anna Chiappini, del Pd, e Francesco Rendine, Lista Fabbri.