Friuli Venezia Giulia
    17 Febbraio 2019 Aggiornato alle 20:00
    Politica & Istituzioni

    Giorno del ricordo

    Foibe: in una lettera a Mattarella le proteste del presidente sloveno

    Pahor: dichiarazioni inaccettabili da alte cariche italiane. Eurodeputati e premier croati condannano le affermazioni di Tajani
    Credits © web Il presidente sloveno Borut Pahor
    Il presidente sloveno Borut Pahor
    Il presidente sloveno parla bene la nostra lingua e non possono esserci stati fraintendimenti, così come non sono equivocabili le sue stesse parole: in occasione del Giorno del Ricordo - scrive a Mattarella - ci sono state dichiarazioni inaccettabili da parte di alte cariche italiane. Frasi che insinuano che il fenomeno delle foibe fosse dovuto alla pulizia etnica. Non è la prima volta - scrive Borut Pahor - che le opinioni di cariche istituzionali italiane causano preoccupazione e indignazione tra gli sloveni. E preoccupano tanto più oggi, in un momento in cui si stanno minando lo spirito di unità e convivenza europeo.
    Il presidente sloveno ricorda a Mattarella il lavoro della commissione storica mista e il lavoro pubblicato nel 2000. Quel testo pose le basi per la pacificazione sancita nel 2010 a Trieste con il concerto diretto da Muti davanti a Napolitano, Turk e Josipovic.
    Anche il premier sloveno Sarez è indignato e parla della volontà di mistificare i fatti storici anche da parte di alti funzionari europei. Il riferimento è al presidente del parlamento europeo Tajani, che a Basovizza ha chiuso il suo intervento inneggiando tra l'altro all'Istria italiana e alla Dalmazia Italiana. Un congedo che ha fatto sussultare anche il premier croato Plenkovic: Tajani - ha affermato - pare avanzare pretese territoriali con una retorica revisionista. All'esponente italiano sono stati chiesti chiarimenti.

    Giampaolo Mauro

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