Friuli Venezia Giulia
    16 Ottobre 2019 Aggiornato alle 20:46
    Economia & Lavoro

    Lo spettro della chiusura sulla Sertubi

    L'ipotesi che lo stabilimento triestino rimanga aperto - ma soltanto con una ventina di occupati - è legato ad un problema di natura doganale
    di Nada Cok
    Credits © tgr Materiale stoccato alla Sertubi
    Materiale stoccato alla Sertubi
     Il 21 giugno la Jindal Saw comunicherà ai dipendenti se rimarranno in poco più di 15  degli attuali 68, oppure se bisognerà attrezzarsi per la cassa integrazione straordinaria. Il problema è l'impossibilità di marchiare i tubi semilavorati prodotti in India e perfezionati in Italia con la dicitura 'Made in Italy'. E c'è anche la possibilità che l'impianto Sertubi di Trieste, di proprietà dell'indiana Jindal Saw chiuda completamente. Sono le notizie comunicate agli attuali 68 occupati (metà operai, metà colletti bianchi) in teleconferenza da Maneesh Kumar, presidente del Cda di Jindal Italia, e Massimiliano Iuvara, direttore dell'impianto. L'ipotesi che la Sertubi rimanga aperta è legata a un problema di natura doganale: "Se sarà concesso dall'Ue l'annullamento dei dazi sul tubo indiano finito, entro fine giugno, l'impianto potrebbe restare aperto dando lavoro al massimo a una ventina di persone, con la richiesta di cassa integrazione straordinaria per tutti gli altri - ha spiegato il delegato aziendale della Fim, Michele Pepe - In caso negativo entro settembre ci sarà la chiusura totale dello stabilimento".  Le organizzazioni sindacali chiedono alla proprietà dell'area sulla quale sorge l'impianto, la Duferco, di "rendere noti eventuali programmi per la zona: affitto, vendita, conversione". Dei 68 occupati, una buona parte è dotata di scarsa professionalità con difficoltà dunque a riconvertirsi in altre attività. Questo significa che, escluse pochissime unità, 4 o 5 che potrebbero essere pensionati, per gli altri non è facile un eventuale reimpiego, anche per il dato anagrafico: gli occupati hanno dai 40 ai 53 anni di età. 
    A rendere la situazione occupazionale ancora più pesante a Trieste la conferma di  Wartsila ai rappresentanti sindacali  di 34 esuberi, di cui la maggior parte avverrà entro l'anno.
    crisi sertubi
    
    					

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