Friuli Venezia Giulia
    23 Luglio 2019 Aggiornato alle 20:19
    Cronaca

    Delitto del Palasport, motivazioni: tutti gli indizi contro Ruotolo

    Per i giudici "ci sono troppe coincidenze, l'assassino di Teresa Costanza e Trifone Ragone non può essere che lui"
    di Paolo Roncoletta
    Credits © Tgr Giosuè Ruotolo
    Giosuè Ruotolo
    Depositata la sentenza della Corte d'Assise d'appello di Trieste che ha confermato l'ergastolo per Giosuè Ruotolo, ritenuto colpevole dell'omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone, avvenuto nel parcheggio del palasport di Pordenone. Per i giudici di secondo grado la ricostruzione degli inquirenti non viene smantellata dalle obiezioni presentate dalla difesa. I giudici elencano una serie di "circostanze e condotte tutte riconducibili a Ruotolo" (la sua prolungata attesa sul luogo del delitto senza una ragione alternativa, e la sua presenza nel parcheggio del palasport al momento in cui i due fidanzati furono uccisi, il trasferimento nel parcheggio vicino all'accesso del parco e l'ingresso a piedi nel parco san valentino giusto in tempo per arrivare al laghetto all'interno del quale fu ripescata l'arma del delitto), circostanze ritenute sovrapponibili e riconducibili all'autore del duplice omicidio. Per i giudici la possibilità che l'autore del delitto sia un'altra persona comporta una serie di coincidenze casuali che si collocherebbe oltre il limite del ragionevole.
    Ruotolo, recita la sentenza, dopo essersi costituito un alibi, ha agito con fredda determinazione liberandosi subito dell'arma. E, in base a quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche dei suoi inquilini, ha cercato di far credere loro di essere stato presente nell'appartamento per tutta la serata, in modo da crearsi un alibi
    
    					

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