Friuli Venezia Giulia
    13 Dicembre 2019 Aggiornato alle 23:42
    Economia & Lavoro

    La storica fabbrica di peluche Trudi acquisita da Giochi Preziosi

    Per la terza volta in due decenni il marco friulano cambia padrone
    Credits © Ansa Un peluche Trudi
    Un peluche Trudi
    Giochi Preziosi manda in porto l'acquisto di Trudi, storico marchio di peluche e proprietaria anche dei giocattoli in legno Sevi. Enrico Preziosi, smessi per un giorno i panni di patron del Genoa, torna così a far crescere il gruppo che ha fondato, arricchendone l'offerta con i morbidi pupazzi e con i giochi che provano a differenziarsi dal predominio della plastica. A vendere Trudi è Paladin Capital Partners del gruppo Carisma, che aveva acquistato l'azienda friulana nel 2005 rimettendola in carreggiata attraverso la cessione delle attività retail e riportando il focus sulla produzione e distribuzione di giocattoli, valorizzando inoltre il marchio in diversi ambiti di prodotti per bambini. Ora il gioco passa a Enrico Preziosi. "Siamo particolarmente soddisfatti di avere completato questa acquisizione - sottolinea il presidente di Giochi Preziosi, nonché del Genoa -. Siamo pronti ad investire in iniziative commerciali e di marketing che consentano a Trudi di perseguire la crescita del fatturato, beneficiando della capacità distributiva su scala europea del nostro gruppo". Giochi Preziosi ha realizzato nel 2018 ricavi netti per 403 milioni, un Ebitda di 57 milioni e un utile di 29 milioni. Impiega oltre 500 dipendenti ed è presente in sei paesi europei, oltre alla Turchia, con proprie società controllate che assicurano la distribuzione diretta in 14 paesi. Trudi ha dimensioni minori: il bilancio 2018 si è chiuso con ricavi netti per 10,5 milioni, un Ebitda di 2,5 milioni e un utile netto di 0,6 milioni. La società impiega circa 40 persone nella propria sede storica di Tarcento (Udine), dove è nata nel 1954 dalla passione nel realizzare giocattoli in pezza di Trudi Mller Patriarca.
    
    					

    Potrebbero interessarti anche...

    
    					

    Altri articoli da Economia & Lavoro