Friuli Venezia Giulia
    05 Giugno 2020 Aggiornato alle 22:44
    Economia & Lavoro

    Confindustria Udine: ancora un segno negativo per la produzione

    Si registra per il terzo trimestre consecutivo; la presidente Mareschi Danieli: il Paese deve cambiare rotta
    Credits © Rai Segno meno secondo l'analisi trimestrale di Confindustria Udine
    Segno meno secondo l'analisi trimestrale di Confindustria Udine
    Continua la frenata dell'industria in Friuli, secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi di Confindustria Udine per il terzo trimestre del 2019. L’indicatore della produzione industriale per le imprese manifatturiere, infatti, è sceso nel trimestre luglio-settembre del -3,7% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, e segue il calo del -2,7% del secondo trimestre e del -0,9% registrato nel primo trimestre. Segno negativo per tre trimestri consecutivi.
    La fase negativa è iniziata nel terzo trimestre 2017.  L’indice della produzione a fine anno chiuderà con una variazione media annua negativa: non accadeva dal 2013.
    Secondo la presidente di Confindustria Udine Anna Mareschi Danieli a pesare sul manifatturiero sono diversi fattori: l'incertezza del commercio mondiale legata alla guerra dei dazi, le turbolenze geopolitiche, il tormentato percorso della Brexit, il rallentamento del settore automotive.
    Anche le vendite segnano nel terzo trimestre una variazione negativa del -3,2% rispetto al terzo trimestre 2018. Calano fatturato e produzione, segno meno anche per gli ordini, che hanno subito la sesta flessione tendenziale consecutiva segnando nel terzo trimestre un -2,6%”.
    Un trend negativo che si conferma anche nei prezzi dei materiali e dei prodotti finiti, che rallentano ulteriormente registrando rispettivamente -3 e -4% rispetto allo scorso anno.
    La battuta d’arresto che ha caratterizzato l’anno in corso appare piuttosto generalizzata a livello settoriale. In dettaglio, la crescita dell’industria meccanica registrata nel 2017 (+3,1% la variazione tendenziale) e nei primi nove mesi del 2018 (+2,6%), si è bruscamente interrotta nel quarto trimestre (-0,7%). Al timido rimbalzo del primo trimestre 2019 (+0,5) è seguita una variazione nulla (0%) nel terzo, e un flebile +0,1% nel terzo.
    L’industria siderurgica, dopo aver chiuso il secondo semestre 2018 con un incremento tendenziale dell’1,2%, in decelerazione rispetto al +2,7% del primo semestre, ha evidenziato nel 2019 un’inversione di tendenza: alla contrazione dei volumi prodotti del -1,8% nel primo trimestre, sono seguiti cali ancora maggiori, -3,8% nel secondo, -4,3% nel terzo.
    Nell’industria del legno e dei mobili, ad un 2018 con andamenti altalenanti (+0,3%), sono seguiti un buon primo trimestre, +1,9%, ed un pessimo secondo, -5,2%, e terzo trimestre, -7,9%.
    In aumento i volumi prodotti nei comparti della gomma e plastica (+6% la variazione tendenziale nel terzo trimestre 2019), materiali da costruzione (+4%), tessile (+8%), in calo alimentare (-2,4%), chimica (-4,3%), pelli e cuoio (-2%), carta (-3,7%).
    Le previsioni per i prossimi mesi contengono una nota positiva, l'export. 
    Critica la presidente degli industriali nei confronti della politica. “Purtroppo, anche l’ultima legge di Bilancio non indica una prospettiva di crescita. Non c’è una direzione di marcia per il Paese: è una manovra per sopravvivere, siamo molto lontani da una politica industriale di ampio profilo. Cosa altro ci vuole per capire che il Paese deve urgentemente cambiare rotta?” ha concluso la Mareschi Danieli.
    
    					

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