Friuli Venezia Giulia
    13 Agosto 2020 Aggiornato alle 21:06
    Politica & Istituzioni

    Roberti: "Fototrappole per intercettare i migranti"

    L'assessore: "Così riscontri in tempo reale e respingimenti più efficaci". Il Pd: "Proposta senza umanità. La Lega pensi alla crisi del lavoro"
    Credits © Tgr Rai Un sentiero del Carso triestino
    Un sentiero del Carso triestino

    Posizionare fototrappole sui sentieri di confine per individuare in tempo reale gli immigrati che entrano irregolarmente in Italia. E' la proposta dell'assessore regionale a Sicurezza e Politiche dell'immigrazione, Pierpaolo Roberti, secondo il quale le fototrappole potrebbero essere "una soluzione di rapida e semplice attuazione che faciliterebbe in maniera rilevante il lavoro degli agenti di pattuglia sui confini". Grazie a software in grado di rilevare la presenza di persone - aggiunge Roberti, le telecamere potrebbero trasmettere i dati raccolti alle forze dell'ordine, permettendo così interventi mirati e aumentando il numero di riammissioni, in particolare verso la Slovenia.

    All'esponente dell'esecutivo replicano gli esponenti del Partito democratico Diego Moretti e Chiara Da Giau. Il segretario provinciale di Gorizia: "La Lega continua con le armi di distrazione di massa: l’unico problema dell’Italia e del Fvg sono i migranti. Roberti non si preoccupi, anche se siamo sulla rotta balcanica, oltre ai nostri ragazzi che a centinaia continuano a emigrare, queste persone non avranno alcun motivo per fermarsi in una regione che continua a perdere competitività e posti di lavoro". La consigliera regionale: "E' stridente la sensazione che provoca il termine fototrappola accostato all'individuazione di persone che vanno in cerca di un futuro migliore. Sappiamo sia della necessità e opportunità politica di mostrarsi sempre attivi su un problema percepito come estremamente emergenziale, sia che esistono delle basi giuridiche per bloccare l'ingresso di richiedenti asilo che, evidentemente, sono lasciati passare da altri Stati in barba al trattato di Dublino". Se i respingimenti sono giustificati per legge, non può essere comunque trascurato il sentimento di umanità che deve almeno far nascere un dubbio e un pensiero sul destino che queste persone poi avranno nel rimbalzo continuo che di loro viene fatto". Conclude Da Giau: "Le odissee di cui abbiamo notizia dai volontari sulla rotta balcanica impongono un'azione politica e diplomatica seria con gli Stati a noi vicini per dare soluzioni reali e non scaricare semplicemente le responsabilità".

    Interviene anche il Consorzio Italiano di Solidarietà che, assieme alla Caritas, gestisce a Trieste l'accoglienza diffusa degli immigrati richiedenti asilo. In una nota quella delle fototrappole per migranti viene definita semplice propaganda politica di un’iniziativa che non potrà mai essere intrapresa perché illegittima. Secondo Ics, infatti, "ai sensi del nostro ordinamento costituzionale (artt. 117 e 118 Cost.) la Regione non ha alcuna competenza in materia di controlli di frontiera e regolazione delle dinamiche migratorie trattandosi quest’ultima di una competenza esclusiva dello Stato. La ripartizione di competenza -continua la nota di Ics- vale ovviamente anche sul piano finanziario: la Regione, con i fondi dei cittadini, non può né acquistare, ne posizionare, né gestire neppure indirettamente alcun sistema di rilevazione e controllo lungo la linea confinaria".

    
    					

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