Friuli Venezia Giulia
    29 Giugno 2022 Aggiornato alle 19:34
    Salute

    Coronavirus. Fedriga: "Allargare i controlli, aperti su Schengen"

    In caso di necessità via libera della Regione a misure straordinarie messe in campo dalla Protezione Civile
    Credits © tgr fvg Coronavirus, continuano i controlli
    Coronavirus, continuano i controlli
    Dare la possibilità al commissario per l'emergenza Coronavirus, Angelo Borrelli, di allargare i controlli a livello terrestre e marittimo. Lo chiede la Regione Friuli Venezia Giulia. "Pensiamo che sia un'ipotesi da considerare - ha affermato il presidente della Regione Massimiliano Fedriga a margine di un vertice questa mattina all'ospedale di Cattinara-Trieste - chiediamo, soprattutto per una terra come quella del Friuli Venezia Giulia, che ha un confine con l'Est Europa dove c'è un aeroporto internazionale nelle aree limitrofe, che si possa in caso di necessità mettere in campo misure straordinarie per controllare e tutelare la popolazione".

    Su questa proposta, ha spiegato Fedriga, "ho sensibilizzato i governatori chiedendo di appoggiare questa idea che mi sembra di buon senso". Sull'ipotesi di una sospensione di Schengen ha aggiunto: "Il commissario deve avere la possibilità di scegliere rispetto alla situazione contingente che si trova ad affrontare. Non stiamo dicendo al commissario di sospendere Schengen, ma che 'ti diamo la possibilità di aumentare i controlli ai confini e via mare', per avere strumenti utili per intervenire in caso di bisogno".
     

    "La rete infettivologica del Fvg è importante e ben organizzata. Trieste ha tutto quello che serve, anche dal punto di vista di assistenza al paziente più critico". Lo ha affermato il direttore della struttura complessa di Malattie Infettive dell'Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina, Roberto Luzzati, durante un incontro con esperti all'ospedale di Cattinara per fare il punto sull'emergenza
    Coronavirus relativamente al Friuli Venezia Giulia. 

    "L'area triestina - ha spiegato - ha una comunità cinese molto ampia". Anche per i centri di ricerca internazionali che ospita, "per cui ci sono scambi con la Cina". "Noi abbiamo osservato tre casi sospetti negli ultimi 15 giorni, che non sono stati confermati. Mandiamo i test allo Spallanzani e in 6-12 ore l'esito viene restituito. E' un test in divenire ma che ci dà una buona probabilità di individuazione. Questi pazienti, di nazionalità cinese, avevano una forma influenzale". Nel reparto palazzina infettivi all'ospedale Maggiore di Trieste, ha aggiunto, "abbiamo 32 posti letto" per un eventuale necessità di isolamento. "La struttura ne ha 12 - ha precisato - ma sono potenziabili".
    
    					

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