Friuli Venezia Giulia
    25 Settembre 2020 Aggiornato alle 14:18
    Cronaca

    Buono come il pane, ma ora deve rispondere di violenza sessuale su minore

    Iniziato il processo al trentaseienne triestino accusato di presunta violenza ad un ragazzino di nove anni in una casa Ater in zona Ippodromo
    di Francesca Terranova
    Credits © TGR FVG Veduta del Tribunale di Trieste
    Veduta del Tribunale di Trieste
    Lo conoscevano da anni, "un ragazzo buono come il pane", uno del rione, nessuno immaginava che un giorno avrebbe offerto una consolle per videogiochi ad un bambino di 9 anni, portato in cantina e violentato, in una casa Ater in zona ippodromo a Trieste.

    Questa la ricostruzione dei fatti accaduti nel 2017 e per i quali è iniziato oggi il processo con rito abbrevviato. L'imputato è un 36 enne triestino, disoccupato, con piccoli precedenti di altra natura. Nel suo telefonino gli inquirenti hanno trovato molti video e foto porno e pedopornografici.

    Oltre che di violenza sessuale su minore l'uomo deve rispondere anche del reato di adescamento ai danni di una ragazzina, la cui famiglia però non si è costituita parte civile. I consulenti tecnici hanno già accertato la sua piena capacità di intendere e di volere, ma il suo avvocato Alessandro Giadrossi, ha chiesto le attenuanti per infermità parziale e per la minor gravità del reato commesso. Ha chiesto anche la riduzione di pena per il fatto di aver già fornito un assegno di risarcimento da 10mila euro che la famiglia ha rifiutato

    Il pm Federico Frezza ha chiesto 7 anni e 5 mesi. Il giudice Luigi Dainotti l'ha rinviata al prossimo 23 marzo per poter riflettere sulle dichiarazioni ascoltate oggi dalla zia del bambino. E' a lei che il piccolo ha avuto la forza di confessare l'abuso dopo qualche mese di lunghi silenzi. 
    
    					

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