Friuli Venezia Giulia
    26 Novembre 2021 Aggiornato alle 23:11
    Cronaca

    Dopo il calo dei primi quattro mesi dell'anno

    Aumentano i migranti, strutture sotto pressione

    Roberti in Commissione: "Qualcosa è cambiato negli Stati attraversati dalla rotta balcanica". Fra il 27 aprile e il 3 maggio, 157 nuovi ingressi. Anche oggi rintracciato un gruppo di una ventina di persone
    Credits © tgrfvg Uno dei gruppi di migranti rintracciati negli ultimi giorni sul Carso
    Uno dei gruppi di migranti rintracciati negli ultimi giorni sul Carso
    L'emergenza coronavirus ha ridotto di un terzo gli ingressi di stranieri irregolari in Friuli Venezia Giulia. Ma nella settimana a cavallo fra aprile e maggio il flusso ha ripreso consistenza. Il timore dell'assessore Roberti, espresso in una audizione in Commissione, è che se questo diventa un trend le quattro strutture usate a Trieste per il periodo di isolamento possano non bastare.

    Nei primi quattro mesi dell'anno scorso arrivarono dalla Slovenia 1.765 migranti, fra rintracci e presentazioni spontanee. Nel primo quadrimestre di quest'anno sono stati 1.163, seicento in meno. Un calo concentrato fra febbraio e marzo. Il motivo è nella chiusura dei confini nei Balcani e dalla blindatura che in Serbia fu fatta attorno ai campi profughi.

    La media mensile è stata di 290 arrivi. Ma solo fra il 27 aprile e il 3 maggio si è arrivati a 157. "Qualcosa negli Stati attraversati dalla rotta balcanica è cambiato", dice Roberti.

    Le norme anti-covid prescrivono la quarantena di 14 giorni per gli immigrati. Quindi per due settimane è impossibile trasferire in altre regioni, o anche in altre province del Friuli Venezia Giulia, i migranti in arrivo. E Villa Nazaret a Trieste, l'Ostello Scout di Prosecco, Casa Malala di Monrupino e l'Hotel Transilvania di Fernetti potrebbero non bastare, se gli arrivi dovessero tornare ad essere consistenti.

    Anche oggi, intanto,un nuovo gruppo di migranti, una ventina di persone, è stato rintracciato nella mattinata di giovedì dalla Polizia di Frontiera di Trieste. Sono stati intercettati a gruppi nella zona carsica di San Dorligo della Valle. Hanno percorso la cosidetta rotta Balcanica per raggiungere l'Italia. 

    Per tutti, sono scattate le procedure di identificazione, e le verifiche sulle eventuali richieste di protezione internazionale. 
    
    					

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