Friuli Venezia Giulia
    27 Settembre 2020 Aggiornato alle 19:34
    Società

    Coronavirus, tutti i dubbi tra i banchi e a casa

    Giustificazione delle assenze, un rebus in più

    Il problema degli alunni assenti per sintomi influenzali: obbligo di tampone oppure no? In arrivo, in alcune scuole, le autocertificazioni. I pediatri e i presidi: «serve chiarezza»
    Credits © TGR Una delle prime lezioni dell'anno scolastico
    Una delle prime lezioni dell'anno scolastico
    Non bastavano gli insegnanti che mancano o i banchi che non arrivano. Le scuole ora sono alle prese con la grande confusione su come si giustificano le assenze degli alunni. Il Ministero dice che in presenza di sintomi influenzali il bambino va riammesso con il certificato del pediatra visto il risultato negativo di un tampone per il coronavirus. E quando un bambino ha l'orticaria che si fa? O quando ha quello che appare come un banale raffreddore che magari si ripete cinque volte in un inverno? Deve fare 5 tamponi? 

    Ci sono presidi che pretendono sempre e comunque un certificato altri che ricordano come la vecchia giustificazione per motivi di salute sia ancora valida per i casi non sospetti. Abbiamo chiesto lumi alla Regione che ha competenza in materia di giustificazioni scolastiche. Nessuna risposta se non un vago richiamo alle linee guida ministeriali. 

    Insomma, la confusione è tanta; e alcuni presidi stanno cercando di mettere una pezza predisponendo moduli di autocertificazione da far firmare ai genitori.  «Navighiamo a vista» dice la coordinatrice regionale del dirigenti scolastici Teresa Tassan Viol. «Serve chiarezza dalla Regione e dal Ministero a seconda delle rispettive competenze per evitare il sovraccarico sui medici che non sono disponibili a certificare ogni cosa.»

    Intanto il rappresentante regionale della Federazione Italiana Medici Pediatri, Masotti segnala alla Regione il fatto che in ordine sparso non vanno solo le scuole ma anche le aziende sanitarie: a Trieste avere un tampone è facile. A Pordenone sono stati rifiutati  tamponi chiesti dai pediatri.

    «Non possiamo fare tamponi per uno starnuto» risponde il direttore del dipartimento di prevenzione di Pordenone Bomben. «In alcuni casi abbiamo invitato le famiglie ad aspettare qualche giorno per vedere come va e - se la cosa si risolve subito - a rimandare i figli a scuola senza certificato e con la giustificazione per motivi di salute che, ad oggi, è ancora valida, come la Legge regionale che la prevede. Ma la Regione deve fare chiarezza al più presto».
    Zigaina scuola e covid sera 16 settembre
    
    					

    Potrebbero interessarti anche...

    
    					

    Altri articoli da Società