Friuli Venezia Giulia
    26 Maggio 2022 Aggiornato alle 20:10
    Cronaca

    Femminicidio a Roveredo in Piano

    Infermiere uccide la compagna a coltellate

    L'assassino è poi andato in Questura affermando di aver subito una rapina. La confessione è avvenuta poco dopo. L'avvocata che aveva scelto per la difesa ha rinunciato all'incarico. Il coltello ritrovato in un cassonetto dei rifiuti
    Credits © Rai L'esterno dell'abitazione dove è avvenuto l'omicidio
    L'esterno dell'abitazione dove è avvenuto l'omicidio
    L'ha colpita più volte al collo e alla testa con un coltello.

    È morta così, nella notte tra mercoledì e giovedì, Aurelia Laurenti, di 32 anni, nella sua casa a Roveredo in Piano, uccisa per mano del compagno con cui conviveva. Poco dopo, verso l'una, l'uomo, Giuseppe Forciniti, infermiere 33enne originario di Cosenza, si è presentato in questura a Pordenone con le mani ancora insanguinate e con tagli evidenti, riferendo inizialmente di avere avuto una colluttazione con un ladro sorpreso in casa. Solo dopo ha parlato di un litigio con la compagna.

    Arrivati nella villetta, gli agenti hanno trovato la donna, riversa su un fianco nella sua camera da letto, priva di vita e con diverse ferite da arma da taglio. La coppa ha due figli di 8 e 3 anni, che in tarda serata l'uomo ha portato dagli zii. Al momento del delitto i bambini erano in casa, nella loro camera, ma pare non abbiano assistito alla violenza.

    «Due bellissimi bambini, non me lo sarei mai aspettata - dice una vicina - non si può fare una fine così.» E un'altra donna ricorda: «tutti due molto gentili, molto solari... Io penso ai bambini... Per me è incredibile che sia successo avendoli conosciuti.» 

    Un'altra testimonianza, però, parla di una coppia dove non tutto andava per il verso giusto: «Litigavano spesso - spiega un'altra conoscente dei due. - Lei voleva andare via e lui no, era molto geloso. È da un po' che andavano avanti i problemi. Stavano insieme per i bambini, anzi, lei stava lì per i bambini.»
     
    Gargano femminicidio 26 novembre
    L'uomo è stato arrestato per omicidio volontario pluriaggravato. Sentito dal pubblico ministero Federico Facchin, ha riferito di una lite con la donna, che a suo dire avrebbe cercato di colpirlo per prima. L'uomo ha ammesso di averla aggredita con una coltellata, ma gli investigatori hanno trovato sul corpo della vittima 8 ferite da taglio. Ha poi indicato agli inquirenti il cassonetto dove ha gettato il coltello, poco distante dall'abitazione. L'avvocata Rosanna Rovere, intanto, indicata come legale da Forciniti ha rinunciato all'incarico: incompatibile con il suo impegno a tutela dei diritti delle donne. 

    Forciniti è un dipendente dell'Azienda sanitaria Friuli Occidentale: dopo un periodo come infermiere in una casa di riposo, da alcuni mesi aveva preso servizio nel reparto di Ortopedia del Santa Maria degli Angeli di Pordenone. Viene descritto come un operatore zelante e scrupoloso. 

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